I lavori al quartiere Conolly

I lavori al quartiere Conolly

In maniera discreta, senza alcun annuncio roboante (a volte, infatti, gli annunci sarebbe meglio darli … dopo), sono iniziati da circa un mese i lavori di ripristino delle coperture per il quartiere Conolly.

Probabilmente nessuno, eccetto coloro che abitano e lavorano lì vicino, se n’è accorto data la posizione defilata dell’immobile, a mezza costa della collina dei Servi, là dove l’architetto Azzurri lo volle, seguendo le indicazioni dei direttori Livi e Palmerini, perché i malati “clamorosi” disturbassero meno la città, a quei tempi ma forse anche adesso, lontana. 

È significativo che proprio in questo anno in cui si celebrerà (ormai tra poco, il 6 dicembre) il bicentenario della fondazione del manicomio di San Niccolò anche questo importante pezzo di quella storia stia tornando a nuova vita dal degrado in cui versava ormai da anni.

Grazie alla Asl Toscana Sud Est che, pur impegnata nei suoi più propri compiti di assistenza e cura, si è dimostrata così “illuminata” da reperire i fondi per questa importante operazione di recupero di un pezzo della sanità senese (ma non solo) che rischiava di andare perduto.

Ricordo, infatti, ancora una volta che il quartiere Conolly è rimasto attualmente l’unico edificio in Italia (ma sono pochissimi anche in Europa) costruito a fini sanitari secondo la metodologia del panopticon ideato dall’illuminista inglese John Bentham. Perderlo del tutto sarebbe stato un vero delitto.

Se alla Asl va dato merito di aver trovato i soldi per i lavori un grazie va anche alla raccolta firme che fu organizzata qualche anno fa (nel 2016) per partecipare alla gara Fai dei Luoghi del Cuore. Ricordo che quella gara, con il fondamentale sostegno della locale sezione del Fai, portò il Conolly al 27° posto della classifica generale composta da più di tremila luoghi e raccolse oltre 11mila firme. Credo che questo risultato testimoni che in molti capirono l’importanza di quello sforzo e penso anche che gli stessi oggi saranno felici di sapere che quelli sforzi non sono stati inutili. 

I lavori grazie anche alla buona stagione che c’è stata fino ad oggi sono andati avanti speditamente. Sono iniziati dalla parte che veniva definita “criminale” (a sinistra guardando l’ingresso) che era anche quella più disastrata ma stanno già interessando anche i tetti delle cellette nella parte di destra e proseguiranno fino al completo riassetto di tutte le coperture compreso il tetto del corpo centrale rialzato che riporta ancora danni ben visibili.

Spero anche che l’intera città, una volta reso di nuovo agibile quell’edificio, cominci ad interrogarsi su come utilizzarlo al meglio.

Andrea Friscelli

Ps. Aggiungo una serie di foto dalle quali si può apprezzare meglio lo stato dei lavori realizzati e quelli ancora da fare.

Il presente articolo esce in contemporanea sulle pagine di SienaNews.

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