Autore: Andrea Friscelli

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Appuntamento il 30 maggio all’Orto de’ Pecci

Nell’anno appena trascorso l’editoria locale ha prodotto diversi libri che hanno avuto per soggetto il manicomio San Niccolò e la Psichiatria più in generale, ed anche in questo inizio del 2019 altri libri si sono succeduti. Si sono così ripetute le presentazioni di queste opere che hanno tra l’altro utilizzato “linguaggi” comunicativi diversi e vari. Dai testi di stampo universitario, ad alcuni di tipo più narrativo fino al fumetto sia pure nella versione “mista” della graphic novel. Inoltre, sono stati presentati anche filmati di lunghezza varia e piccoli spettacoli teatrali che hanno sempre avuto come soggetto la vita del vecchio manicomio e le vicende di chi, a vario titolo, ha vissuto quell’epoca. Come non ricordare poi la bella mostra che la Società di Pie Disposizioni ha organizzato nei propri locali?

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Storia e storie

L’immagine in evidenza è tratta da “L’albero della vita” di Gustav Klimt.

Molti ormai hanno imparato a distinguere tra memoria e storia, laddove il primo termine fa riferimento al ricordo spesso soggettivo, impreciso, variabile e multiforme di una vicenda ed il secondo invece si riferisce ad una ricerca sistematica della verità basata su fonti scritte e documentarie, insomma su qualcosa di più oggettivo.

Gli stessi due termini quasi si confondono anche semanticamente quando li trasferiamo nel campo medico. Raccogliere la storia del paziente è una delle operazioni più importanti, come ci è stato insegnato fin dall’approccio a quel corso di studi, che permette spesso solo con l’ausilio di quella metodica di fare o ipotizzare una diagnosi. Ma si basa sui ricordi del paziente, su quello che è in grado di dire di sé stesso e dei suoi “avi e collaterali”. E quindi a dispetto del nome “storia” è più la raccolta dei ricordi del paziente, molto spesso magari fondati, oggettivi e veri, ma quasi sempre interpretati ed in qualche modo trasformati dal lavorio della “memoria”. Intendiamoci per noi psichiatri questo è davvero pane per i nostri denti ed è lì, infatti, che il racconto di una storia ed il suo ascolto attento e partecipe finisce per essere solo uno strumento diagnostico e comincia a diventare un fattore terapeutico e curativo.

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Roy a Firenze

Giovanni Roy, la cui storia è tornata a vivere dalle colonne della graphic novel che porta il suo nome, sarà presentato tra qualche settimana a Firenze nella sede della Associazione di Psicoterapia Psicoanalitica (AFPP) (nella locandina sottostante i particolari).

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IL MANICOMIO VISTO DA CHI CI HA LAVORATO

Senio Sensi firma per il nostro blog la recensione del bel libro di Civitelli “Visti da dentro”, una delle svariate opere che nel passato anno sono uscite a Siena sull’argomento psichiatrico. Il libro si segnala, oltre che per le storie e le testimonianze dirette, anche per i disegni, alcuni davvero bellissimi, che Civitelli, creativo multiforme, dedica all’argomento. Belle anche le foto di alcune delle opere di Paris Morgiani, anche queste ormai abbastanza note ad un vasto pubblico. 

“Visti da dentro” il libro di Gino Civitelli di recente uscita per la “Effigi” è uno di quei lavori che non può lasciare indifferenti; fa meditare su come vivevano i malati di mente in manicomio, ma anche in che condizioni erano costretti a lavorare infermiere e infermieri.

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I fardelli da Grande Fratello

Il nostro blog ha già sottolineato il turbamento che molti oggi provano per il fatto di essere, in vari modi, spiati e controllati. Quello che si definisce ormai “Grande Fratello” si sta impadronendo sempre di più delle nostre vite attraverso i vari mezzi tecnologici che tutti o quasi utilizziamo. Ma adesso anche la grande stampa sembra aver colto i rischi ed il disagio che in molti sentiamo. Sotto pubblichiamo alcuni ritagli della stampa nazionale degli ultimi giorni che pone il tema in posizioni editoriali sempre più evidenti.