Autore: Andrea Friscelli

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Riflessi di vite negate.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal nostro corrispondente torinese Andrea Laiolo questa bella recensione sul libro “Voci dal silenzio” che è uscito nel gennaio dell’anno scorso, firmato da Vincenzo Coli e Maurizio Gigli . E’ stato il primo libro di una numerosa serie che nel 2018 ha inteso celebrare il bicentenario dell’istituzione senese.

 

Gli archivi dell’ex ospedale psichiatrico San Niccolò di Siena rappresentano un mesto tesoro di storie degne di essere conosciute, non solo per il contributo che possono fornire alla conoscenza della storia delle cure applicate ai malati di mente nell’arco di un secolo e mezzo, dal 1846 al 2000, ma anche agli studi socio-antropologici e, in misura non meno significativa, alla nostra comprensione di quel fenomeno profondamente umano che è il disturbo mentale.

L’archetipo del folle come paradigma del desiderio di ricerca e della creazione del nuovo.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo di Donatella Lessio sul folle e la sua funzione (anche) positiva, sia nell’individuo che nel gruppo. Una notazione a margine: siamo sempre stati convinti che l’etimologia, a cui la Lessio spesso ricorre, riesca qualche volta a ribaltare i significati delle parole più comuni, riportandone alla luce altri che si sono persi per strada. Da meditare…

Il Folle (Latino Follis: sacco vuoto, testa vuota) è l’aspetto della personalità deputato alla creatività, alla relazione, al gusto del sovvertimento e alla ricerca del piacere.

Il Folle viene da sempre studiato dal punto di vista sociale, comportamentale, emotivo, psicoanalitico, come elemento integrato sia del corpo-uomo che del corpo-gruppo, pur essendo da questi anche ghettizzato e isolato in quanto espressione del disordine al di là della norma condivisa. In definitiva, la funzione del Folle è quella di far vedere, estroiettato al di fuori dell’insieme univoco, ciò che diverge da quello stesso insieme, pur facendone parte.

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Nell’era della menzogna

Il libro recensito oggi non rientra propriamente nel ristretto cerchio di quelli scritti per il bicentenario del San Niccolò, ma per l’argomento trattato e la drammatica storia che racconta la redazione ha deciso di presentarlo ai propri lettori.

 

 

Per Natale mi hanno regalato un libro: L’Avversario di Emmanuel Carrère. È il racconto di una storia drammatica e vera che avviene in Francia negli anni Novanta. Parla di un uomo che stermina prima la sua famiglia costituita da moglie e due figli e poi quella di origine fatta dai suoi genitori. In un sol colpo così cancella il passato, il presente e anche il futuro, prova anche ad uccidersi ma non ci riesce e così sopravvive in una sorta di deserto emotivo affettivo che in realtà si celava dietro un fragile velo anche prima della tragedia. La sua vita infatti da ormai 15 anni si basava sulla menzogna, tutti lo conoscevano come un laureato in Medicina, divenuto a seguito di una brillante carriera un importante funzionario dell’OMS, con un alto tenore di vita, insomma una sorta di punto di riferimento per la comunità in cui viveva. Ma nulla era vero, tutto falso e tenuto in piedi da una lunghissima serie di incredibili menzogne e raggiri.