Mese: maggio 2019

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Appuntamento il 30 maggio all’Orto de’ Pecci

Nell’anno appena trascorso l’editoria locale ha prodotto diversi libri che hanno avuto per soggetto il manicomio San Niccolò e la Psichiatria più in generale, ed anche in questo inizio del 2019 altri libri si sono succeduti. Si sono così ripetute le presentazioni di queste opere che hanno tra l’altro utilizzato “linguaggi” comunicativi diversi e vari. Dai testi di stampo universitario, ad alcuni di tipo più narrativo fino al fumetto sia pure nella versione “mista” della graphic novel. Inoltre, sono stati presentati anche filmati di lunghezza varia e piccoli spettacoli teatrali che hanno sempre avuto come soggetto la vita del vecchio manicomio e le vicende di chi, a vario titolo, ha vissuto quell’epoca. Come non ricordare poi la bella mostra che la Società di Pie Disposizioni ha organizzato nei propri locali?

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Storia e storie

L’immagine in evidenza è tratta da “L’albero della vita” di Gustav Klimt.

Molti ormai hanno imparato a distinguere tra memoria e storia, laddove il primo termine fa riferimento al ricordo spesso soggettivo, impreciso, variabile e multiforme di una vicenda ed il secondo invece si riferisce ad una ricerca sistematica della verità basata su fonti scritte e documentarie, insomma su qualcosa di più oggettivo.

Gli stessi due termini quasi si confondono anche semanticamente quando li trasferiamo nel campo medico. Raccogliere la storia del paziente è una delle operazioni più importanti, come ci è stato insegnato fin dall’approccio a quel corso di studi, che permette spesso solo con l’ausilio di quella metodica di fare o ipotizzare una diagnosi. Ma si basa sui ricordi del paziente, su quello che è in grado di dire di sé stesso e dei suoi “avi e collaterali”. E quindi a dispetto del nome “storia” è più la raccolta dei ricordi del paziente, molto spesso magari fondati, oggettivi e veri, ma quasi sempre interpretati ed in qualche modo trasformati dal lavorio della “memoria”. Intendiamoci per noi psichiatri questo è davvero pane per i nostri denti ed è lì, infatti, che il racconto di una storia ed il suo ascolto attento e partecipe finisce per essere solo uno strumento diagnostico e comincia a diventare un fattore terapeutico e curativo.