La cordata dei Bemporad

La cordata dei Bemporad

Nell’agosto del 1909 si ricovera alle Ville di Salute del San Niccolò il cavaliere professor Nicodemo Bemporad.

È a suo modo un personaggio, componente di una famiglia che ha spesso manifestato attitudini scientifiche. Nicodemo, infatti, dopo essersi laureato nel 1863 alla Normale di Pisa in Scienze, è diventato professore di Matematica e dopo aver insegnato in giro per l’Italia, prima a Ferrara poi ad Ascoli, si è infine stabilito a Siena dove ricopre la cattedra di matematica presso il Regio Liceo. Lega il suo nome ad un testo di insegnamento sulla geometria dal titolo: “Elementi geometrici di Euclide messi sotto altra forma con varie aggiunte, e proposti agli studenti delle scuole secondarie” (in quattro volumi) che viene spesso ricordato anche dai successori e per il quale riceve regolari diritti d’autore. Ma nella stessa famiglia, anche se in generazioni successive a quella di Nicodemo, altri dimostreranno ingegno matematico, Giulio e Azeglio saranno due importanti astronomi, uno dirigerà l’Osservatorio di Capodimonte e l’altro quello di Catania. Le loro biografie con i relativi curriculum sono presenti anche nell’Enciclopedia Treccani.

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Modesta e la sindrome di Stoccolma

Modesta e la sindrome di Stoccolma

Molti sono stati i modi di “attraversare” l’esperienza di un ricovero in manicomio. La maggioranza è stata forse caratterizzata da un’iniziale ribellione che è poi lentamente sfumata in una passività devastata dal tempo. Forse era questo il risultato che l’istituzione cercava: rendere docili e mansueti coloro che prima non lo erano, normalizzare le idee stravaganti rendendole quelle “normali” della maggioranza, correggere gli stati emotivi eccessivi e fuori dalle righe.

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