Categoria: Rassegna stampa

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Nell’era della menzogna

Il libro recensito oggi non rientra propriamente nel ristretto cerchio di quelli scritti per il bicentenario del San Niccolò, ma per l’argomento trattato e la drammatica storia che racconta la redazione ha deciso di presentarlo ai propri lettori.

 

 

Per Natale mi hanno regalato un libro: L’Avversario di Emmanuel Carrère. È il racconto di una storia drammatica e vera che avviene in Francia negli anni Novanta. Parla di un uomo che stermina prima la sua famiglia costituita da moglie e due figli e poi quella di origine fatta dai suoi genitori. In un sol colpo così cancella il passato, il presente e anche il futuro, prova anche ad uccidersi ma non ci riesce e così sopravvive in una sorta di deserto emotivo affettivo che in realtà si celava dietro un fragile velo anche prima della tragedia. La sua vita infatti da ormai 15 anni si basava sulla menzogna, tutti lo conoscevano come un laureato in Medicina, divenuto a seguito di una brillante carriera un importante funzionario dell’OMS, con un alto tenore di vita, insomma una sorta di punto di riferimento per la comunità in cui viveva. Ma nulla era vero, tutto falso e tenuto in piedi da una lunghissima serie di incredibili menzogne e raggiri.

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Giovanni Roy e Siena: un rapporto impossibile.

 

 

Riceviamo da Andrea Laiolo la recensione sul libro di Friscelli e Manganelli: “Giovanni Roy, il pittore che odiò Siena”. Laiolo, piemontese ma con forti legami con Siena, è scrittore e attore. Volentieri la pubblichiamo nella nostra rassegna stampa.

Negli anni in cui nell’Impero Absburgico Mahler componeva sinfonie in cui l’ego dell’uomo contemporaneo svelava le sue falle mentre lo spirito immortale ambiva a ricomporle tra antichi, immacolati corali, danze popolari, sospesi scenari alpini e visioni trascendentali, in un contrasto non sanato tra favolosi tempi passati ormai consegnati all’eterno e disingannati tempi presenti già assegnati alle angosce del dubbio, giù in Italia, verso il cuore del Mediterraneo e nel cuore stesso d’Italia, vale a dire nella appartata, chiusa e circoscritta Siena, in cui quel contrasto tra presente e passato era stato per sempre risolto con la glorificazione di questo, scese un uomo che proprio a Vienna e in altre capitali della cultura europea e del suo aperto mondo aveva intrapreso la carriera di pittore: Giovanni Roy

Figlio di un pittore italiano affermato e di una russa di nobili origini, Giovanni Vassily Roy nacque ad Heidelberg nel 1866, nello stesso decennio in cui nacquero Gustav Klimt, Gustav Mahler, Richard Strauss e Ferruccio Busoni, altro grande compositore e con ogni probabilità il più grande pianista italiano d’ogni tempo. Giovanni non ebbe evidentemente nel mondo di lingua tedesca la stessa fortuna professionale che sarebbe toccata proprio a Busoni: infatti dall’ambiente cosmopolita europeo discese verso il 1910 nella piccola Siena, per ragioni che sono tuttora avvolte dal mistero; ma questa circostanza del tutto peculiare fa ragionevolmente pensare a dei dissesti nella sua carriera, che giustificherebbero tale suo ripiegamento verso la provincia italiana. 

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e Fiammetta rimase là… rinchiusa…

 Il libro che presentiamo oggi è uscito ormai da qualche anno (prima edizione nel 2003, seconda nel 2015) ma lo stesso si presta molto bene a celebrare questo 2018, quarantesimo dalla legge 180. E’ arricchito da una prefazione di Mario Antonio Reda e dalla post fazione di Cesare Bondioli.

L’autore, Franco Petrucci, ci racconta la storia clinica di Fiammetta, sua madre, che muore al San Niccolò di Siena nel 1964 a soli 53 anni.

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La nostra rassegna stampa

Lo abbiamo già dichiarato, il nostro blog apre uno spazio di rassegna stampa dove segnalare e recensire libri, articoli, film e ogni altro spunto interessante che faccia ricordare, pensare, immaginare il futuro.

Quest’anno, complici alcune ricorrenze importanti, sono stati molti i libri che si sono occupati di temi ed argomenti psichiatrici sia a livello locale che con un taglio più generale. E’ un fatto che vari autori abbiano scelto di raccontare storie, le storie cioè di coloro che nei manicomi hanno trascorso le loro vite. Un modo anche questo non meno nobile di fare storia. Ad alcuni di questi libri vorremmo dedicare le prime puntate della nuova rubrica.

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Finalmente qualcuno capisce!

     Inauguriamo la  nuova  rubrica  “Rassegna stampa”, riportando questo trafiletto uscito  per la celebrazione della giornata dell’Handicap (3 dicembre) sull’inserto del Venerdì di Repubblica per la firma di Emanuela Zuccalà. Non c’è bisogno di particolari commenti, i dati citati parlano da soli e testimoniano che  oltre ad una necessità etica  l’inserimento degli handicappati si dimostra anche un discreto affare, visto la loro grande capacità di impegno.