Si comincia!!

Il nostro blog rompe il silenzio dopo un lunghissimo periodo.

In parte dovuto alla sosta estiva, in parte all’attesa di una notizia che finalmente oggi siamo in grado di dare con tutta l’ufficialità necessaria.

Cominciano i lavori al Conolly!

Presumibilmente il 3 di settembre si aprirà il cantiere per il ripristino delle coperture così malandate di quell’edificio che così potrà essere messo di nuovo in sicurezza. La ditta che eseguirà i lavori proviene da Pisa. Appena sarà aperto il cantiere faremo qualche foto di conferma.

La lunga marcia iniziata qualche anno fa sembra arrivata ad un primo risultato.

 

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Perché il Conolly

Perché recuperare il padiglione Conolly?
Innanzi tutto perché l’edificio giace in uno stato di penoso degrado, al limite del crollo che cancellerebbe in maniera definitiva la densità di storie, memorie e temi culturali che in quei mattoni risiedono. Perderli vorrebbe dire amputare per sempre una parte della storia della nostra città.
Il padiglione Conolly è, infatti, uno dei pochi esempi italiani di costruzione di un panopticon, secondo le modalità suggerite dall’illuminista Bentham. E’ stato pensato e realizzato negli ultimi anni dell’Ottocento, in modo da accogliere i malati ritenuti più pericolosi e ingestibili, ottimizzandone, attraverso la particolare forma architettonica, il controllo che poteva avvenire con un solo sguardo.
I temi che aleggiano intorno all’edificio sono naturalmente quelli dell’esclusione sociale, della devianza, della sua gestione e controllo, ma se si allarga lo sguardo all’intera valle e alle vicende storiche che lì si sono svolte fin dal Medioevo, tocchiamo temi come quelli dell’accoglienza degli immigrati, della peste e del contagio (nelle sue varie possibili forme) della giustizia e della sua gestione, dell’attribuzione delle pene, dei tentativi di curare in vari modi un’umanità sofferente ma “sgradita”. Continua a leggere

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